mercoledì 11 aprile 2012

VCC1 "Camillino" radiocomandato 1/35

La difficoltà nel realizzare i lamierini fotoincisi in "casa" stà nelle minuscole dimensioni dei fori e nel fatto che tali fori sono ovali e non rotondi. Ulteriore difficoltà: la mia sofisticatissima attrezzatura da fotoincisione modello "de' poracci very low cost", ossia ferro da stiro (di recupero...), materiali vari, macchinetta per aereosol asmatica e vaschetta (che diamine, rigorosamente autocostruita con alcuni vetri e silicone)

 Immagine ridotta: 80% della dimensione originale [ 800 x 601 ]


 Immagine ridotta: 80% della dimensione originale [ 800 x 601 ]


Rispetto a quanto riportato nel mio tutorial sulle fotoincisioni, visibile anche su www.betasom.it, per mantenere in agitazione l'acido, ho sostituito la pompa da acquari con l'aereosol, perchè comunque la pompa aveva alcuni componenti che, pur essendo in acciaio inox, con il tempo sono stati completamente distrutti dalla miscela acido cloridrico+ acqua ossigenata che uso per l'incisione. Inoltre anche la resina che sigillava la parte elettrica iniziava a mostrare i limiti. Invece con l'aereosol immetto solo aria, nessun contatto con l'acido. Ho fatto nei piccolissimi fori in un tubetto di PVC e le bolle che fuoriescono agitano il liquido, portando sempre soluzione fresca a contatto del lamierino da incidere.

 Immagine ridotta: 80% della dimensione originale [ 800 x 601 ]


Uso dei blocchetti di stirodur su cui fisso i vari lamierini da incidere. I numeri mi servono per permettere il controllo del processo di incisione (così non rischio di controllare sempre lo stesso lamierino) Il tempo di incisione, con lamierino di 0.15mm è di circa 5-7min... se lascio di più il lamierino nell'acido rischio di non trovare più niente...

 Immagine ridotta: 80% della dimensione originale [ 800 x 601 ]


I lamierini di ottone sono fissati ai blocchetti galleggianti con nastro biadesivo, che isola anche l'altra faccia del lamierino dove non deve avvenire l'incisione...

 Immagine ridotta: 80% della dimensione originale [ 800 x 601 ]

Ecco i risultati di un due orette di lavoro (il successo è dovuto al caso, come sempre...)

 Immagine ridotta: 80% della dimensione originale [ 800 x 601 ]


 Immagine ridotta: 80% della dimensione originale [ 800 x 601 ]


 Immagine ridotta: 80% della dimensione originale [ 800 x 601 ]


Il più è fatto. Ora però ho un altro problema. Come piegare a zig-zag i vari lamierini?

VCC1 "Camillino" radiocomandato 1/35

Con plasticard da 0.25mm ho realizzato le corazze "esterne" imbullonate allo scafo.

Il lavoro è venuto non perfettissimo, ma conto di nascondere le immancabili magagne sotto le corazze anti-RPG, quelle forate.







Ho provato a fare una "prova finestrino", cercando di simulare il vetro con una paillette blu.




Ho trovato paillette di diversi colori... per le prove ho preso quelle blu, verde, e viola, ma ci sono anche rosse, rosa, verdino, nero, ecc.




Adesso lo scoglio più arduo da superare: le corazze anti-RPG forate...

Ecco una prova fatta al volo con il cartoncino, fissato con il patafix, tanto per rendermi conto delle dimensioni. Il problema sarà piegare in tale modo il lamierino di ottone inciso in "casa"...








VCC1 "Camillino" radiocomandato 1/35

Dopo giorni e giorni di prove e disegni vari, confrontati anche con varie foto del VCC1, ecco le linee di taglio definitive delle fiancate...




... ritagliate dal foglio ed applicate sulla fiancata del futuro "Camillino"...




... infine, le fiancate finalmente tagliate. Ora non si torna indietro.











Inizia la lavorazione della parte superiore dello scafo. Rispetto allo scafo "normale" dell'M113, il "Camillino" ha due torrette in più.






All'interno ho messo alcuni profili rotondi di Evergreen per rinforzare il tutto...




Lo scafo è quasi terminato.






VCC1 "Camillino" radiocomandato 1/35

Ecco il sistema che ho usato per far girar... le ruote...

Innanzitutto ho clonato in resina i piccoli cerchietti presenti nella confezione dell'academy (ricordo che da buoni cinesi, fanno i kit in doppio: motorizzati e non...)




Prima che la resina si indurisse del tutto, ho inserito il cerchietto sul perno. In questo modo il cerchietto resta aderente al perno, ma forzandolo un pò si riesce a levare e mettere la ruota .



Ecco i vari componenti pronti per l'assemblaggio finale...




martedì 7 febbraio 2012

I miei carri anfibi all' Expomodel Verona 2012

Al momento il "Camillino" non ha fatto progressi, perchè stò ricaricando le batterie (nel vero senso della parola...) e facendo piccola manutenzione ai carri anfibi 1/35 in vista della mia partecipazione all'Expomodel 2012 a Verona, sempre che il diavolo o Murphy e la sua legge non ci mettano la coda......

Infatti il magnanimo S.Rev.E. Presidente del mio Club modellistico dovrebbe mettermi a disposizione (anche se non a mio esclusivo uso... ma non si può avere tutto dalla vita....) una minivasca adatta alle minidimensioni dei miei mezzi... spero solo che i modelli reggano al tour de force che li aspetta...

Non sò se portare anche il piccolo talponcino in costruzione... vedrò sul momento...

giovedì 26 gennaio 2012

VCC1 "Camillino" radiocomandato 1/35



Questo è lo "scatolotto" reale che mi ha ispirato...



(immagine da www.modellismosalento.it)

mentre il modello sarà uno di quelli che ha partecipato all'esercitazione Destined Glory 2005... qui ci sono alcune immagini...

http://militari.forumfree.it/?t=6251189&st=30


Per realizzare le sospensioni funzionanti, sono partito dai braccetti su cui sono fissate le ruote...

Il kit Academy (mi sembra come  tutti gli altri in commercio) essendo un kit statico chiaramente non prevede il montaggio di sospensioni funzionanti. Quindi mi sono arrangiato facendo un mix tra i braccetti Academy e quelli di un analogo kit Italeri. Ho ottenuto un master che poi mi è servito per le copie in resina...




Per la motorizzazione ho utilizzato il Twin Gearbox della Tamiya, assottigliato con carta vetrata fino a farlo entrare nello scafo dell' M113


Ho dovuto sostituire gli alberi di trasmissione originali... l'albero della ruota motrice del kit ha un diametro inferiore rispetto al diametro dell'albero del Gearbox... il piccolo ingranaggio finale ha una sede ad esagono, quindi per prima cosa mi sono costruito un divisore per il tornio Unimat, usando un disco proveniente da un hard disk bruciato...




Poi, con una lima e tanta pazienza, ho creato un esagono su un tondo da 3mm



 

A sinistra, l'albero originale Tamiya, gli altri due sono quelli che ho realizzato con tondino in ottone...


Ed infine, la ruota motrice inserita nell'albero..


Passiamo al reparto sospensioni... ho fatto vari tentativi, cercando anche di seguire quanto visto in Rete, cercando di realizzare delle piccole barre di torsione con filo armonico sottile collegate ai braccetti.
L'idea non è male, sulla carta... occorre fissare assialmente il filo al braccetto e con una vite di bloccaggio posta all'interno dello scafo è anche possibile cambiare l'escursione del braccetto stesso. Io però, evidentemente, sono un pò più pasticcione rispetto ai "chirurghi" che girano in rete, visto che seguendo questo sistema non ho ottenuto risultati soddisfacenti, ho trovato una mia soluzione...

Ho forato lo scafo per inserire i vari braccetti...


Quindi ho fatto un piccolo foro perpendicolare all'asse del braccetto e vi ho inserito il filo armonico "gentilmente prestato" da una corda metallica da chitarra, la 009 (0,25mm circa di diametro)

 L'accrocchio realizzato, sembra incredibile, funziona...


Il tutto è stato tarato, con una buona dose di fortuna sfacciata, facendo in modo che un singolo braccetto non riesca a sopportare il peso del mezzo, ma tutti insieme si. Inoltre, considerato che la trasmissione è pesuccia ed è davanti, ho incollato in maniera fissa il primo braccetto. Così facendo il davanti del mezzo stà sempre alla giusta altezza da terra...

Prima prova delle sospensioni. Notare l'attrezzatissimo e sofisticato "percorso di guerra"...